Il lifting Deep Plane: che cos’è e come funziona
Il lifting Deep Plane è una tecnica di chirurgia estetica del viso pensata per correggere il rilassamento dei tessuti intervenendo sui piani profondi, invece di affidare il risultato principalmente alla tensione esercitata sulla pelle.
Con l’invecchiamento, infatti, non cambia solamente la superficie cutanea. Guance, linea mandibolare e collo possono progressivamente perdere la loro posizione e definizione. L’obiettivo del Deep Plane è quindi quello di riposizionare questi tessuti rispettandone maggiormente l’anatomia.
Cosa significa “Deep Plane”?
Nel volto possiamo distinguere diversi livelli anatomici. Semplificando, troviamo la cute e il tessuto sottocutaneo, lo SMAS — il sistema muscolo-aponeurotico superficiale — e, più profondamente, le strutture ossee.
Nel lifting Deep Plane il chirurgo lavora in un piano situato profondamente rispetto allo SMAS.
La differenza concettuale rispetto a un lifting prevalentemente cutaneo è importante: non si cerca semplicemente di tirare la pelle verso l’alto, ma di mobilizzare e riposizionare strutture più profonde.
La pelle può quindi accompagnare il nuovo posizionamento dei tessuti senza dover sopportare da sola tutta la tensione dell’intervento.
Quali zone può migliorare?
Il Deep Plane viene utilizzato soprattutto per intervenire sul terzo medio e inferiore del volto e sul collo.
Può essere indicato quando sono presenti guance progressivamente cadenti, perdita della definizione dell’ovale, rilassamento della linea mandibolare e cedimento dei tessuti del collo.
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di trasformare i lineamenti, ma di recuperare proporzioni e posizioni dei tessuti più vicine a quelle precedenti all’invecchiamento.
Deep Plane e lifting tradizionale
Non tutti i lifting vengono eseguiti nello stesso modo.
Nel lifting cutaneo la correzione dipende maggiormente dalla mobilizzazione e dalla tensione della pelle. Altre tecniche intervengono sullo SMAS attraverso plicature o differenti modalità di sospensione.
Il Deep Plane permette invece una mobilizzazione più profonda dell’insieme dei tessuti.
Questo può favorire un risultato naturale perché la correzione non deriva semplicemente dall’aspetto di una pelle maggiormente tesa.
Naturalmente, Deep Plane non significa automaticamente risultato migliore: esperienza del chirurgo, corretta indicazione, anatomia del paziente e qualità dell’esecuzione rimangono determinanti.
Il Preservation Deep Plane
Esistono inoltre evoluzioni della tecnica.
Il Preservation Deep Plane Face Lift cerca di limitare ulteriormente lo scollamento superficiale della cute, privilegiando il lavoro sui piani profondi e preservando maggiormente determinate strutture anatomiche.
È l’approccio descritto dal Dott. Riccardo Marsili, che associa il concetto di Deep Plane a uno scollamento cutaneo limitato e a una pianificazione personalizzata dell’intervento.
Per approfondire tecnica, indicazioni, cicatrici e decorso postoperatorio è disponibile la pagina dedicata del chirurgo:
Lifting Deep Plane – Dott. Riccardo Marsili
Deep Plane e perdita dei volumi
Un altro punto importante è distinguere rilassamento e perdita di volume.
Il lifting può riposizionare i tessuti caduti, ma l’invecchiamento del volto può comprendere contemporaneamente una perdita di volume nelle tempie, nella regione perioculare, negli zigomi e in altre aree.
Per questo, in alcuni pazienti, il lifting può essere associato ad altre procedure, come lipostruttura del volto o blefaroplastica. L’obiettivo è evitare di utilizzare il lifting per correggere problemi anatomici differenti.
Cicatrici e convalescenza
Il Deep Plane rimane un intervento chirurgico vero e proprio. Comporta incisioni, anestesia, edema, possibili ecchimosi e un periodo di recupero.
Posizione e lunghezza delle cicatrici dipendono dalla tecnica utilizzata e dalle caratteristiche del paziente. Generalmente vengono pianificate intorno alle strutture dell’orecchio e nelle zone dove possano risultare progressivamente meno evidenti.
La durata della convalescenza varia inoltre in funzione dell’estensione dell’intervento e delle eventuali procedure associate.
A chi può essere indicato?
Non esiste un’età universale per sottoporsi a un Deep Plane.
L’indicazione dipende soprattutto dalla qualità dei tessuti, dal grado di rilassamento, dall’anatomia del volto, dalle condizioni generali di salute e dal risultato desiderato.
Due persone della stessa età possono quindi avere indicazioni completamente differenti.
La visita con uno specialista in chirurgia plastica è fondamentale proprio per stabilire se sia realmente necessario un lifting, quale tecnica sia più appropriata e se eventuali procedure complementari possano contribuire a ottenere un risultato armonioso.
Il principio fondamentale del Deep Plane può essere riassunto così: ringiovanire il volto riposizionando i tessuti profondi, invece di cercare semplicemente di tendere maggiormente la pelle.
